Per migliorare il nostro servizio, la tua esperienza di navigazione e la fruizione pubblicitaria questo sito web utilizza i cookie (proprietari e di terze parti). Se continui la navigazione accetti di utilizzarli. Per maggiori informazioni (ad esempio su come disabilitarli) leggi la nostra Cookies Policy. Cliccando sul bottone "ok" qui a fianco, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie.
lun 21 maggio 2018
LINEA DIRETTA | BAR E DINTORNI

Vodka, “acquetta” focosa

Frumento e segale sono gli ingredienti classici, ma ogni Paese, e persino ogni produttore, ha le sue predilezioni in merito alla scelta della materia prima e alle tecniche di distillazione
 
Ormai da tempo la vodka si è affrancata dall’immagine povera, contadina e operaia, legata alle gelide atmosfere dell’allora Unione Sovietica. Oggi è un distillato spesso di alta qualità molto diffuso e apprezzato in tutto il mondo, puro o miscelato.
Pare che fu proprio ai tempi bui della guerra fredda, nei primi anni Cinquanta, che la vodka fu “sdoganata” appieno in Occidente per merito dello scrittore Ian Fleming e della sua creatura, l’agente 007 di Sua Maestà Britannica James Bond.
Nel libro Casino Royale, Bond si fa preparare il famoso Vodka Martini, molto secco, “agitato e non mescolato”, che nelle successive avventure sarà il suo drink favorito.
Sulle orme della spia più amata della letteratura e del cinema, in America e in Europa i più noti barman si diedero a sperimentare decine di cocktail a base vodka, stanchi del predominio di rum e gin, contribuendo a diffonderne il consumo.
Naturalmente la vodka era già nota nei Paesi occidentali. Napoleone la fece conoscere in Francia dopo averla apprezzata durante la tragica campagna di Russia del 1812 ma, soprattutto, furono gli esuli russi in fuga dalla rivoluzione bolscevica, molti dei quali nobili che in patria possedevano distillerie, che cominciarono a produrla.

PATERNITÀ
CONTESA

Fra tutti Piotr Smirnov, che cambiò nome in Pierre Smirnoff stabilendosi a Parigi, e da lì diede vita a un marchio divenuto famoso a livello internazionale, soprattutto negli Stati Uniti.
A Trieste, invece, si rifugiò il conte Keglevich, padre delle prima vodka “italiana”.
Come spesso succede per i prodotti di successo, la paternità della vodka (che significa letteralmente “acquetta”) è contesa fra Polonia e Russia; gli esperti la assegnerebbero alla prima, sulla base di documenti e ricette di un erborista polacco risalenti al 1534.
Non sapremo forse mai la verità. Certo è che la patria della vodka è l’Europa dell’Est, dove risiedono i maggiori produttori (Russia, Polonia,Ucraina, Bielorussia, Paesi Baltici) ma anche molti altri Paesi si sono imposti sul mercato con ottimi risultati. La Svezia ne produce di crescente qualità, così pure la Finlandia, e anche Francia, Inghilterra, Olanda e Germania.
Oltre all’Europa, Stati Uniti e Canada vantano un’ormai lunga tradizione produttiva, in Centro America si produce vodka ottenuta da melassa, in Asia la migliore è ritenuta quella del Giappone.
Ogni Paese ha le sue modalità per distinguere la qualità e le caratteristiche del proprio prodotto.
In Russia la vodka si ottiene dalla distillazione del frumento e viene distinta in osobaya (speciale) e krepkaya (forte) di gradazione superiore ai 50°.
In Polonia, la vodka, anzi wodka, con quella “w” che la distingue orgogliosamente da tutte le altre, nasce dapprima come okowita (acquavite), distillando birra e vino, passando poi ai cereali.
Alla fine del Settecento si cominciò a utilizzare le patate, ricche di amidi e con molta resa nella produzione di alcol, materia prima che peraltro sta ritornando in auge, anche se la segale resta l’ingrediente più adottato.
La wodka polacca può essere luksusowy (di lusso), wiborowy (premium) o zwykly (standard).
Negli Stati Uniti, come in alcuni altri Paesi, non vi sono distinzioni in quanto il distillato è sostanzialmente neutro.

La ricetta

IL VODKA MARTINI PERFETTO

Per prepararlo, occorre raffreddare la coppetta da Martini con 3 cubetti di ghiaccio per qualche minuto. Buttato il ghiaccio, si miscelano delicatamente nel mixer glass 5,5 cl di vodka e 1,5 cl di vermut dry con ghiaccio.
Si versa nella coppetta filtrando, si spreme una scorza di limone e si gusta. È un perfetto aperitivo.




Responsabile: Maria Teresa Frisa - Linea Diretta
Tutti i diritti riservati.
È vietato prelevare e riprodurre immagini e testi.
È permesso riprendere brevi citazioni, a condizione che sia indicata la fonte.


Linea diretta

Altri articoli