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lun 21 maggio 2018
LINEA DIRETTA | RISTORAZIONE

Ustareja d’e Sol sapori autentici

Un’osteria come quelle di una volta, fatta per la convivialità e per le cose buone da mangiare insieme. Nel piatto, tutta la genuinità delle ricette della tradizione
 
L’osteria è da sempre un luogo di incontro e di chiacchiere, di goliardia e di buona tavola, in cui ritrovarsi per condividere un bicchiere di vino, un pasto casalingo e una partita a carte.
Le osterie erano molto diffuse in tutto il Paese fin dall’epoca romana.
Ma fu nel corso del Rinascimento che videro una netta espansione. Pensate che molti dei locali aperti più di cinque secoli fa, sono ancora attivi ai nostri giorni, specialmente nelle regioni del nord e del centro.
Anche la Romagna, dove l’ospitalità e il gusto di stare insieme sono di casa, vanta una lunga tradizione di osterie. Ancora oggi, davanti a un bicchiere di Sangiovese e a un piatto di tagliatelle si raccontano le storie di borghi e paesi, si ritrovano amici, si discute di politica e di sport, si fa festa.
E Solarolo, comune di 5.000 abitanti in provincia di Ravenna, non fa eccezione. Fino agli anni Sessanta del secolo scorso, le osterie erano ancora parecchie e rappresentavano anche qui il punto di ritrovo per eccellenza, in cui gli uomini passavano il loro tempo libero a conversare e giocare a carte. Poi, via via, la tradizione si è un po’ stemperata. Nuove mode, nuove locali...
Fino al 1999, quando Giuseppe Morini, solarolese doc, decide di aprire un’osteria, l’Ustareja d’e Sol. Una di quelle tradizionali, che ben ricorda.
Nel giro di qualche anno, il locale diventa una specie di grande famiglia e piano piano il gruppo di lavoro cresce e si consolida. «Oggi siamo in dieci - aggiunge Morini - oltre a me, che sono il fondatore».
Con una sala che accoglie più di 100 persone distribuite su due livelli nei tavoli rustici che arredano gli spazi, l’Osteria del Sole garantisce ai suoi ospiti con un menu sempre vario e con una grande scelta, per rispondere ai gusti più diversi.

SI COMINCIA SEMPRE
CON UN RICCO TAGLIERE

A partire dagli antipasti, dunque, troviamo nella carta dell’Osteria, sempre l’alternativa carne pesce, declinati secondo le stagioni e la disponibilità del mercato.
Per cominciare, un grande tagliere di salumi romagnoli, tutti di provenienza locale e prodotti secondo le indicazioni dell’Osteria. Salame, salsiccia, coppa stagionata, pancetta arrotolata, salsiccia matta (un insaccato molto saporito fatto con le parti meno pregiate del maiale), cotechini, sono tutti ricavati dalla lavorazione in proprio dei maiali Mora romagnola allevati apposta per l’Ustareja d’e Sol.
In questo golosissimo antipasto romagnolo, non poteva mancare la pizza fritta, il morbido squacquerone, le cipolline in agrodolce e i ciccioli... Tante squisitezze accompagnate da una calda piadina, che la brigata di cucina, numerosa e affiatata, prepara senza sosta, così come la pasta fresca e i dolci della casa.
Accanto all’antipasto romagnolo, anche quello di mare. Un ricco piatto di specialità (con ben dieci tipi di pesce), a partire dalle sarde marinate, i calamari ripieni tagliati ad anelli, il filetto di sgombro marinato, gli involtini di scorfano, il salmone, le ali di razza alle cipolle di tropea, che garantiscono ai clienti dell’Osteria un inizio in grande stile.
Insomma, questa energica brigata romagnola - con lo chef Melito (Gianluca Fergnani) in testa - riesce ad accontentare i gusti di tutti i clienti, operai e rappresentanti in pausa pranzo, oppure gruppi di amici, coppie e famiglie alla sera e durante il fine settimana.

E TUTTI I GIORNI,
PASTA FRESCA

Anche i primi piatti sono un inno alla Romagna, con qualche incursione in una cucina più internazionale, testimoniata da una sontuosa paella di solo pesce oppure mista, preparata su prenotazione.
Accanto a quest’ultima, sfilano in buon ordine le tagliatelle con rigaglie di pollo - sugo antico e molto saporito - e i “curzul” con lo scalogno. Questo speciale formato di pasta è proprio caratteristico di questa zona. Il nome deriva dalla forma dialettale con la quale venivano chiamati i lacci delle scarpe, fatti con stringhe di cuoio lunghe e di sezione quadrata, proprio come questa pasta. Nella ricetta proposta dall’Osteria, i curzul vengono conditi con un sugo al pomodoro e scalogno passato in padella.
In menu troviamo altri piatti allettanti: gli strozzapreti delle servette (vedi ricetta), i maltagliati con i fagioli, le chicche verdi di ricotta al gorgonzola, le tagliatelle con ragù di cinghiale, i cappellacci tartufati con crema di noci...
Sul versante pesce, la cucina propone i tagliolini all’astice e quelli allo scoglio, i tagliolini alle vongole in bianco, ai gamberi e zucchine, il risotto alla marinara e il risotto gamberi e robiola.
Se rimane ancora un po’ di posto (le porzioni sono particolarmente abbondanti), l’Osteria propone una grande varietà di secondi piatti di carne e di pesce tra i quali è davvero quasi un problema scegliere.

SAPORI RUSTICI
E DECISI

Partiamo dai piatti più caratteristici, quelli di una cucina fatta di sapori rustici e decisi, perfetti per questi primi freddi. La trippa, la polenta con il ragù o una gustosa grigliata mista di carne accompagnata da porcini freschi fritti o ai ferri, oppure dalle gustose cipolle al forno. Ma anche le costolette di agnello fritte con le patate, il castrato e gli arrosticini alle brace, o il capriolo con la polenta.
Un altro valido motivo per frequentare l’Ustareja, è la possibilità di gustare una favolosa bistecca alla fiorentina. «È una fiorentina di Chianina - precisa Giuseppe - forse la razza migliore che viene allevata in Italia. Cotte a dovere e condite con sale di Cervia e olio di Brisighella, le nostre fiorentine pesano attorno a un chilo e 700 grammi e in genere le prepariamo su ordinazione, per veri intenditori».
Ma, se gli ospiti non sono in vena né di carne, né di pesce, l’Osteria propone anche la pizza al tegamino, ovvero una pizza cotta in un tegame tondo di metallo, quindi più piccola delle altre, molto morbida e ben farcita.
E per concludere in bellezza, si può ordinare una fetta di torta di meringa, preparata dalla cucina, o altri dolci della casa, come il budino amaretti e mandorle, la torta di carote con il mascarpone o un meritato sorbetto al limone.

L’Ustareja d’e Sol - Osteria del Sole
Via G. Di Vittorio, 33
Solarolo (RA)
www.osteriadelsole.solarolo.net
Tel 0546 52525
Sempre aperto

La ricetta

STROZZAPRETI DELLE SERVETTE

Ingredienti per gli strozzapreti:
400 gr farina 00, 200 ml circa di acqua, un pizzico di sale
Per il sugo:
100 gr pancetta affumicata, 150 gr punte di asparagi, 150 gr di piselli, tartufo nero a lamelle, una tazza di passata di pomodoro, una tazza di panna fresca, sale e pepe


Impastare la farina con l’acqua, aggiungendo un pizzico di sale. Stendere in una sfoglia non troppo sottile. Ricavare delle strisce di pasta, tagliandole con il coltello, di circa 4 cm di larghezza. Tenendo ciascuna striscia di pasta tra i palmi delle mani, arrotolarne dei pezzettini di circa 5 cm di lunghezza a formare una sorta di piccole eliche. Far asciugare gli strozzapreti su un piano infarinato prima di cuocerli.
Per il sugo, far soffriggere in padella la pancetta affumicata tagliata a listarelle, aggiungere i piselli già lessati e le punte di asparagi precedentemente sbollentate.
Dopo aver fatto saltare il tutto per 5 minuti, unire la di passata di pomodoro, il tartufo nero a lamelle e infine la panna fresca. Aggiustare di sale e pepe. Far sobbollire il tutto per altri 5 minuti e aggiungere in padella gli strozzapreti cotti in acqua bollente salata.
Far saltare e servire caldo, spolverando con parmigiano grattugiato.



Responsabile: Maria Teresa Frisa - EuropaNews Linea Diretta
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