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sab 23 giugno 2018
LINEA DIRETTA | RISTORAZIONE

Elogio di pane e cipolla

Apprezzata in tutte le sue varietà e in tutti i suoi utilizzi, la regina della tavola ha anche tantissime proprietà benefiche. Per non sembrarvi esagerati in questo nostro elogio, chiamiamo a testimonianza la Poesia del grande Pablo Neruda
 
Paradigma di frugalità e massima espressione proverbiale di orgoglio (…piuttosto mangio pane e cipolla!), questo cibo primordiale afflitto da luoghi comuni è invece una superba delizia oltre che un concentrato di virtù salutari.
Pane e cipolla è stato sostentamento per generazioni di braccianti e gente umile e a stento - e non del tutto - si è scrollato quell’aura di povertà e di cibo “volgare” che gli imperanti costumi alimentari del dopoguerra hanno costruito, forse per rimuovere i ricordi di ristrettezze e miseria…
Ma l’irresistibile richiamo di una focaccia con le cipolle o di un fragrante panino imbottito con cipolle sfinite in un po’ d’olio eccellente, spolverate con sale e pepe (e un buon bicchiere di vino!) ha ristabilito la giusta posizione fra i vertici della semplicità e del gusto a questo cibo che gode di un apprezzamento trasversale per fasce di età e censo.
Come si sarà capito, siamo devoti adepti di questo prodigioso bulbo, in tutte le sue varietà: rosse, bianche, dorate, cipolline e cipollotti; e in tutti i suoi utilizzi a tavola, fino all’assoluto trionfo di un piatto di cipolle rosse dolci di Tropea affettate in sottilissime lamelle e macerate in olio, sale e aceto, o a una cipolla bianca bollita e consumata un po’ croccante con sale, olio e pepe. E pane del migliore, naturalmente.
Inutile ricordare le proprietà benefiche dell’amata cipolla: antiossidanti, fluidificanti, stimolatrici del cervello, antireumatiche e antiallergiche, utili a combattere patologie cardiovascolari, calmanti e - si favoleggia - afrodisiache, e molto altro.
Ma basta e avanza il fatto che ci piace e che è eletta senza dubbio regina della tavola. I tanto temuti effetti collaterali? Per questo banale “problema” c’è una soluzione perfetta: masticare un paio di chiodi di garofano.

Per non sembrarvi esagerati in questo nostro elogio, chiamiamo a testimonianza la Poesia. Il grande poeta cileno Pablo Neruda, premio Nobel, ha dedicato versi appassionati alla cipolla.
Ecco cosa scrive in Ode alla cipolla:
….
Ricorderò ancora come la tua influenza
feconda l’amore dell’insalata,
e sembra che il cielo contribuisca,
dandoti fine forma di grandine,
a celebrare il tuo chiarore tritato
sugli emisferi di un pomodoro.
Ma alla portata
delle mani della gente,
innaffiata d’olio,
spolverata
con un po’ di sale,
uccidi la fame
del bracciante nel duro cammino.

Stella dei poveri,
fata protettrice
avvolta
in delicata
carta, esci dalla terra,
eterna, intatta, pura
come seme d’astro,
e nel tagliarti
il coltello in cucina
spunta l’unica lacrima
non nata da pena.
Ci facesti piangere senza affliggerci.

( da Odi al vino e altre odi elementari - Passigli 2002- traduzione di G.B. De Cesare)



Responsabile: Maria Teresa Frisa - Linea Diretta
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