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sab 19 agosto 2017
LINEA DIRETTA | RISTORAZIONE

Il negozio nell’era di internet

Il commercio tradizionale non può più limitarsi alla distribuzione di prodotti ma deve adeguarsi all’evoluzione tecnologica e imparare a utilizzare i nuovi meccanismi
 
La rivoluzione di internet e del digitale in pochi anni ha cambiato le nostre vite, un fenomeno dai tratti irreversibili che sta diventando parte integrante della quotidianità di un numero sempre più crescente di persone.
I tassi di penetrazione hanno raggiunto l’80% in Nord America (con punte più alte nelle grandi città), e del 63% in Europa (ma salgono all’84% nella sola Gran Bretagna); in Asia si contano più di un miliardo di utilizzatori, con una crescita che marcia a doppia cifra.
In Italia, pur con le difficoltà di connessione in zone scarsamente popolate, secondo l’Istat hanno accesso a internet il 60% delle famiglie, dato che sale all’85,7% nei nuclei dove è presente un minorenne.
Quanto ai social network, esplosi letteralmente in pochi anni, gli italiani hanno qualcosa da dire: per esempio sono circa 26 milioni i nostri connazionali utenti di Facebook; inoltre, data la grande diffusione dei cellulari, il nostro Paese è ben posizionato in quella che è l’ultima tendenza, vale a dire internet in mobilità. Sono infatti oltre 27 milioni le persone che utilizzano cellulari evoluti (smartphone) in grado di collegarsi alla rete.
I nuovi comportamenti “tecnologici” hanno inevitabilmente incrementato gli acquisti di beni e servizi on line, tanto che in Italia l’e-commerce è in grande spolvero, dal 2006 le vendite sono aumentate di circa il 20% all’anno fino a raggiungere nel 2014 un valore di oltre 24 miliardi di euro.
I maggiori acquirenti risiedono nella fascia di età fra i 25 3 i 34 anni e fra i settori merceologici gettonati è di gran lunga in vetta il turismo, l’abbigliamento e sono in aumento notevole informatica ed elettronica, assicurazioni, libri, musica, film e persino l’alimentare. Quest’ultimo comparto, ancora poco intaccato dal fenomeno, si affaccia in rete con nuove e rilevanti iniziative, per esempio Amazon Fresh, a livello internazionale, e da noi Eataly.net , a complemento degli store fisici di gran successo. Sostanzialmente, nessuna categoria merceologica può essere considerata al riparo dalla concorrenza online.

QUALE FUTURO
PER IL NEGOZIO “FISICO”?

L’e-commerce, rafforzato e trasformato in qualcosa di più complesso e articolato dalla telefonia mobile, sta cambiando i rapporti di forza fra marca, negozio e consumatore. In questo contesto si pone la domanda: il negozio fisico è destinato a scomparire?
La risposta è no, ma a certe condizioni. L’analisi dei problemi e le prassi operative per affrontare il web e sfruttare con successo le sue opportunità sono espresse in profondità nella corposa guida Il negozio nell’era di internet, edita da Confcommercio nella collana “Le Bussole”.
Oggi il commercio al dettaglio non può più limitarsi alla mera distribuzione di prodotti ma deve adeguarsi al cambiamento in atto, capirlo e inserirsi con intelligenza imparando a utilizzare le nuove tecnologie e le loro regole.
Chi fonda la propria offerta su prezzi bassi e assortimento ampio è ormai la vittima designata del fenomeno internet, in rete si possono trovare prezzi ancora più bassi e assortimenti ben più estesi, fino alla nicchia più estrema, che nessun negozio potrà mai eguagliare.
Uno svantaggio rispetto ai concorrenti online risiede spesso nel sottovalutare l’analisi dell’andamento del proprio business e il comportamento, anche aggregato, dei clienti. Oggi i consumatori sono sempre più informati, ricercano prodotti online, confrontano e acquistano in negozio, oppure all’opposto curiosano e provano nei negozi e poi comprano online, sfruttando spesso la buona fede e le competenze dell’esercente.
Come scrive nell’introduzione alla guida Fabio Fulvio, Responsabile settore politiche per lo sviluppo di Confcommercio, «gestire un negozio in tale contesto competitivo è sicuramente una sfida complessa e non tutti la vincono, a giudicare dal numero di chiusure di punti di vendita certificato ogni trimestre dalle rilevazioni Movimprese e indicato nei rapporti dell’Ufficio Studi di Confcommercio. Anche se sono le grandi superfici, i temibili concorrenti di ieri, a soffrire maggiormente i nuovi concorrenti online di oggi e di domani. Un negozio indipendente può giocare una partita diversa, e ritagliarsi il suo spazio (in certi casi di enorme successo) anche nell’era di internet».


Responsabile: Maria Teresa Frisa - Linea Diretta
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