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mar 24 ottobre 2017
LINEA DIRETTA | RISTORAZIONE

Ristorante San Francesco ad Assisi, tavolo con vista

Proprio di fronte alla magnifica Basilica, un luogo davvero speciale, dove buona cucina, storia, natura e arte si fondono in un’armonia di suggestioni sorprendenti
 
Arroccata sulle pendici del monte Subasio e affacciata sulla valle Umbra, Assisi si allunga sulla sommità di una cresta collinare circondata da boschi secolari e uliveti.
Alla sua estremità settentrionale, la Basilica, costruita poco dopo la morte di San Francesco, nel 1228, scandisce lo spazio con il ritmo dei suoi contrafforti romanici di pietra calcarea chiara.
La parte superiore - edificata in stile gotico e adibita alle cerimonie liturgiche - si affaccia su una piazza brulicante di pellegrini, aperta come un balcone fiorito sulle meraviglie dell’Umbria.
Proprio di fronte alla Basilica, nel 1945, Ubaldo Angeletti e la moglie Elena - genitori dell’attuale proprietario - decisero di aprire un albergo con bar e ristorante, al piano terra della loro abitazione. Venivano da una attività completamente diversa. Prima della guerra, infatti, l’attuale sala da pranzo era occupata da una manifattura di scarpe per gli orfani dei maestri che studiavano nel collegio del convento di San Francesco. Ma Ubaldo intuì che la posizione privilegiata dell’edificio, che si apre come un sipario sullo splendore della facciata gotica della basilica, avrebbe costituito un valore aggiunto importante, in grado di attirare turisti e pellegrini a sedersi per un caffè o a fermarsi per un pranzo come si deve sulla terrazza con vista.
«Anni più tardi - racconta l’attuale proprietario, Carlo Angeletti - decisi di portare avanti la tradizione familiare di ospitalità inaugurata da mio padre, cercando di migliorare la qualità e l’offerta del ristorante e del bar, che cominciai a seguire personalmente».
Anche gli altri cinque fratelli di Carlo raccolsero l’eredità paterna e proseguirono aprendo attività alberghiere in questa terra vocata per il turismo, mentre Carlo, affiancato dalla moglie Antonietta Mancinelli, si concentrava sul Ristorante San Francesco.

OGNI INGREDIENTE
È SCELTO CON CURA

La cura delle proposte gastronomiche si percepisce appena entrati nella caffetteria, dalla quale si può accedere al ristorante. Già di per sè rappresenta infatti un piccolo viaggio nei sapori tipici locali. Il tutto incorniciato dall’eleganza dei legni scuri, il marmo, gli specchi. Fermarsi per un tè seduti a uno dei tavoli che si affacciano sulla via che dalla piazza della Basilica si arrampica verso il Foro Romano e il Tempio di Minerva, costituisce una pausa unica durante la visita alla città.
Se però l’appetito è più “consistente”, dopo un buon aperitivo preparato ad arte da Fausto Finauro, il responsabile del bar, basta trasferirsi a uno dei tavoli del ristorante, per godersi un magnifico pranzo - o cena - arricchito dalla vista da cartolina della Basilica e dall’andirivieni dei pellegrini.
Il menu è molto stuzzicante e vario, «ma abbiamo preferito - spiega Carlo - limitare il numero dei piatti, per poterci concentrare sulla freschezza e la qualità di ogni singolo ingrediente». Le proposte cambiano a ogni stagione e comprendono una varietà di specialità regionali interpretate con rispetto e originalità.
Anche gli antipasti, così come tutte le altre portate, nascono dal gusto e dall’esperienza di questa grande famiglia. Qualche esempio? I nidi di polenta con freschissime cime di broccoli appena saltate in padella sono completati dal pecorino locale, mentre la scamorza viene servita calda in un recipiente di coccio, con un’abbondante grattugiata di tartufo nero, altro gioiello della zona.
«Sono particolarmente orgoglioso dei piatti che esaltano la genuinità dei nostri ingredienti locali, quasi dimenticati - spiega Angeletti - come gli stracci di pasta fresca alla borragine, decorati con i delicati fiori blu commestibili di questa erba aromatica fornita da un contadino locale».

SINFONIA
DI SAPORI

Accanto agli stracci di pasta, anche degli ottimi gnocchi di bietole e patate, le lasagne di grano saraceno con ricotta stagionata e gli umbricelli (grossi spaghetti fatti in casa) con abbondante tartufo nero umbro.
In una terra così ricca di selvaggina e di pascoli, non si può fare a meno di provare anche gli ottimi secondi piatti, tra cui il carré di agnello con carciofi, il porcellino dorato al finocchio selvatico o il cinghiale stufato alle bacche di ginepro.
Il tutto sostenuto da verdura fresca o cotta, una misticanza di erbe di campo con chicchi di melograno, una purea di fave o uno sformatino di patate allo scalogno.
Per concludere in dolcezza, il pasticcere del ristorante San Francesco propone il cannolo al cacao in salsa di mascarpone e caffè, la croccante meringa con crema e frutti di bosco o il tortino caldo di cioccolato con un gelato di mandorle cremosissimo.
Al termine di questo viaggio che coinvolge occhi, palato e cuore, non rimane che gustarsi un buon caffè seduti a un tavolo del ristorante, ammirando i riflessi della terra di San Francesco che la famiglia Angeletti ha saputo, con così tanto amore, rappresentare.

Ristorante San Francesco
Via San Francesco, 52
06081 Assisi (PG)
tel 075 812329 813302
info@ristorantesanfrancesco.com
www.ristorantesanfrancesco.com


LA RICETTA

Stracci di pasta alla borragine

Ingredienti:
150 g semola di grano duro, 150 g farina 00, un pizzico di sale, una salsiccia, 50 g di prosciutto cotto, 20 g funghi porcini secchi, 3 uova, 50 g di parmigiano grattugiato, maggiorana


Per condire:
sugo di pomodoro fresco al basilico, parmigiano, fiori di borragine freschi per guarnire.


Setacciare e disporre la farina e la semola a fontana sul piano di lavoro.
Formare un incavo nel centro e rompervi le uova tenute a temperatura ambiente.
Aggiungere il sale. Mescolare brevemente, poi unire all’impasto anche una salsiccia sbriciolata fine, il prosciutto tritato, i funghi fatti rinvenire in acqua e poi tritati, il parmigiano grattugiato e la maggiorana sminuzzata.
Stendere l’impasto in una sfoglia grossolana e tagliarla in “stracci”.
Lessare la pasta al dente e condirla con il sugo di pomodoro fresco al basilico, completando il piatto con fiori di borragine freschi e una spolverata di parmigiano.

Elisa Chiodarelli
Foto di Luca Gavagna




Responsabile: Maria Teresa Frisa - EuropaNews Linea Diretta
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