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lun 22 gennaio 2018
LINEA DIRETTA | RISTORAZIONE

Il Consorzio della Piadina

Dopo il riconoscimento dell’Igp, Indicazione geografica protetta, nasce il Consorzio di promozione della Piadina Romagnola, specialità da difendere e da promuovere
 
Farina, acqua, sale, strutto ( ma va bene anche l’olio d’oliva), senza aggiunta di conservanti o aromi additivi. Dietro a questi pochi e semplici ingredienti si cela una delle protagoniste indiscusse delle tavole di Romagna, conosciuta e celebrata in Italia e nel mondo.
È la Piadina Romagnola, un vero “cibo di strada” che, grazie alla sua praticità (e al prezzo contenuto), rappresenta ormai un fenomeno di costume che cattura gli amanti della buona tavola. E da oggi la prelibatezza simbolo della Romagna ha una marcia in più: dopo il riconoscimento dell’Igp (Indicazione Geografica Protetta), è nato il Consorzio di tutela, sostenuto da un gruppo di produttori in rappresentanza di tutta la zona di lavorazione consentita dal disciplinare, da Rimini a parte della provincia di Bologna (nove comuni sul tracciato del fiume Sillaro), passando per Forlì-Cesena e Ravenna.
Obiettivo principale del Consorzio, presieduto da Elio Simoni, la promozione di iniziative tese alla valorizzazione di questa specialità. Tra i prossimi appuntamenti, la degustazione della piadina a Bruxelles, davanti alla Commissione Europea, per illustrarne la storia e le peculiarità.
Quattordici, in questa prima fase, le aziende artigianali o semi-industriali che animano il Consorzio in rappresentanza dell’intero territorio: Adp (Riccione), Alimenta Produzioni (Riccione), Compagnia della Piada (San Giovanni in Marignano - Rn), Piadina Le Vele (Bellaria Igea Marina), Riviera Piada (Rimini), Piada d’Oro (Saludecio - Rn), Acquamarina (Coriano - Rn), Alla Casalinga (Roncadello Forlì), Come una volta (Forlì), Gitoma (Bagnacavallo - Ra), Deco Industrie (Bagnacavallo), Gastone (Ravenna), Graziano Piadina Romagnola (Massa Lombarda), Negroni (Castel Guelfo - Bo).

NUMERI
IMPORTANTI

Le ragioni del successo della Piadina Romagnola, sono da ricercarsi sia nella sua ecletticità, sia nella semplicità di realizzazione. Veloce, subito pronta e perfetta in qualunque momento della giornata. Una specialità che è diventata anche un business. Basti pensare che in Romagna la produzione delle piadine ha superato i 35 milioni di chilogrammi per un fatturato di circa 70 milioni di euro, che salgono a 92 se si considerano le zone vicine di San Marino e dell’Emilia. A questi numeri vanno aggiunti i fatturati realizzati dai chioschi, veri testimonial dell’artigianalità del prodotto, diffusi in ogni angolo della Romagna e il cui giro d’affari è stimato in ulteriori 15-20 milioni di euro.
Riguardo ai canali di acquisto del prodotto, il 76% avviene nella grande distribuzione (Gdo), il restante nell’Horeca. E la piadina piace in tutta Italia. Infatti il 32% delle vendite si concentra nel nord-est, il 31% nel nord-ovest, il 18% al centro e il 19% al sud.



Responsabile: Maria Teresa Frisa - EuropaNews Linea Diretta
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